Statuto

 

ART. 1
A norma dell’Art. 18 della Costituzione Italiana, degli artt. 36, 37, 38, del Codice Civile, dell’art. 11 L. 300 Statuto dei Lavoratori e della Legge n. 383 del 12/2000, si è liberamente costituito nell’ambito dell’Azienda il CIRCOLO RICREATIVO con sede in Rimini affiliato F.I.Te.L. (Federazione Italiana Tempo Libero – Associazione non lucrativa di promozione sociale, iscritta al registro Nazionale dell’associazioni di promozione sociale al n°34) ed iscritto al Registro Provinciale di Rimini.

ART. 2 – PRINCIPI E SCOPI GENERALI DEL CIRCOLO
a) Il circolo persegue il compito fondamentale di promuovere e gestire iniziative di promozione sociale come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, iniziative ed attività culturali, ricreative, assistenziali, formative, motorio-sportive, turistiche. Per tali scopi ed attività il Circolo potrà attuare tutte le iniziative necessarie ed opportune con strutture proprie od avvalersi, se del caso, di strutture pubbliche e private o con queste convenzionate.

  1. b) Nella realizzazione dei suoi compiti il Circolo rivolge particolare attenzione a valorizzare atteggiamenti e comportamenti attivi dei soci al fine di determinare le condizioni di una più ampia ed estesa azione culturale volta a coinvolgere il più alto numero di persone per il rinnovamento democratico della società, per l’affermazione della pace, dei diritti e della dignità delle persone, della solidarietà, della giustizia sociale, per la tutela e salvaguardia della salute, della natura e dell’ambiente, per una più elevata qualità della vita.
  2. c) Il Circolo opera in collegamento con le strutture sindacali d’Azienda e con le strutture sindacali territoriali.
  3. d) Il circolo, inoltre, può partecipare ad iniziative dell’Associazionismo culturale e democratico e promuovere direttamente o con altri Circoli Aziendali e territoriali, lo sviluppo del rapporto con le aggregazioni democratiche e con gli strumenti di partecipazione presenti sul territorio.
  4. e) Il Circolo ricerca momenti di confronto con le forze politiche e sociali nella valorizzazione dei diversi ruoli, con le istituzioni pubbliche, enti locali ed enti culturali, turistici e sportivi per contribuire alla realizzazione di progetti condivisi che si collocano nel quadro di una programmazione territoriale delle attività del tempo libero. Il Circolo per il raggiungimento dei propri scopi si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali volontarie e gratuite dei propri aderenti.
  5. f) Il circolo può svolgere anche attività diverse da quelle elencate purché ad esse connesse e funzionali al raggiungimento dello scopo sociale.
  6. g) In conformità al proprio scopo sociale è fatto divieto al circolo di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’associazione, salvo che la distribuzione o la destinazione non siano imposte dalla legge.

ART. 3 – CARATTERISTICHE DEL CIRCOLO
a) Il Circolo è un istituto unitario ed autonomo; non ha finalità di lucro, persegue scopi civili e solidaristici, è amministrativamente indipendente; è diretto democraticamente attraverso il consiglio direttivo eletto da tutti i soci.

  1. b) Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività promosse e organizzate dal Circolo sono a disposizione di tutti i Soci i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto degli appositi regolamenti.
  2. c) Con i medesimi regolamenti sono disciplinate le modalità di partecipazione e di fruizione fino al raggiungimento della maggiore età.
  3. d) Il Circolo, in considerazione della pluralità dei suoi fini e delle sue attività, può articolarsi in sezioni specializzate e gruppi di interesse.
  4. e) Esso può inoltre promuovere cooperative, associazioni ed altri organismi autogestiti con il compito di rispondere alle esigenze ed ai bisogni di quanti si riconoscono negli obiettivi e nelle finalità del Circolo stesso. Il Circolo può svolgere attività di secondaria importanza e complementare alle iniziative primarie dell’Associazione.
  5. f) Le Sezioni specializzate, le associazioni, i gruppi di interesse, le cooperative e gli altri organismi in cui si articola il Circolo possono anche operare attraverso un ampio rapporto di collaborazione con l’Associazionismo democratico, con gli enti turistici confederali e con le associazioni cooperative.
  6. g) I compiti, i livelli di responsabilità, le norme di funzionamento delle sezioni specializzate, delle associazioni, dei gruppi di interesse, delle cooperative e degli altri organismi in cui si articola il Circolo, sono stabiliti da appositi regolamenti o statuti tenendo conto della normativa vigente.
  7. h) I regolamenti di applicazione dello Statuto e gli altri regolamenti sono parti integranti dello Statuto.

ART. 4 – SOCI DEL CIRCOLO
a) Possono essere soci del Circolo tutti i lavoratori dipendenti del gruppo HERA, nonché le altre società partecipe che ne fanno richiesta.

  1. b) Possono inoltre essere soci del Circolo, i collocati a riposo e cittadini che ne faranno richiesta, previo pagamento della quota associativa stabilita dal Consiglio Direttivo e ratificata dall’Assemblea.
  2. c) I familiari dei soci (marito/moglie; convivente di fatto e figli/e) hanno il diritto di partecipare a tutte le iniziative del circolo, con condizioni più favorevoli,stabilite dal Consiglio Direttivo ad ogni iniziativa. Per le cariche che comportano responsabilità civili o verso terzi, sono eleggibili soci che hanno raggiunto la maggiore età.
  3. d) L’adesione all’associazione comporta per l’associato avente la maggiore età, il diritto di voto in assemblea, esclusa la temporaneità della partecipazione dell’associato della vita associativa.
  4. e) I soci sono tenuti:
    – al pagamento della quota sociale annuale decisa dall’Assemblea.
    – all’osservanza dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni.
  5. f) I soci possono essere richiamati, sospesi o espulsi con delibera del Consiglio Direttivo per i seguenti motivi:
    q qualora non ottemperino alle disposizioni del presente Statuto ed alle deliberazioni prese dagli organi sociali;
    q qualora si rendano morosi nel pagamento della quota sociale;
    q qualora in qualche modo arrechino danni morali o materiali al Circolo.
  6. g) Alle iniziative del Circolo possono partecipare persone esterne ad esso secondo le modalità che verranno stabilite dal Consiglio Direttivo.
  7. h) La quota associativa è intrasmissibile, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile.
  8. i) E’ esclusa la temporaneità dalla partecipazione alla vita associativa e la trasmissibilità della qualità di socio.

ART. 5 – ORGANI DEL CIRCOLO
Gli organi del circolo sono:
q l’Assemblea
q il Consiglio Direttivo
q il Presidente
q il Collegio dei Sindaci Revisori.
L’elezione degli organi dell’associazione non può essere in alcun modo vincolata o condizionata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

ART. 6 – L’ASSEMBLEA
a) L’Assemblea è composta da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote sociali ed è l’organo sovrano dell’associazione.

  1. b) L’Assemblea, inoltre, può essere aperta ai famigliari dei soci, alle forze sociali ed agli operatori culturali, alle rappresentanze sindacali aziendali nonché alle strutture sindacali territoriali, che hanno facoltà di formulare proposte di attività e di iniziative. Gli invitati non hanno diritto di voto.
  2. c) L’Assemblea:
    q approva il bilancio consuntivo e preventivo annuale ed il rendiconto patrimoniale;
    q approva il programma annuale e pluriennale di iniziative, di attività, di investimenti ed eventuali interventi straordinari;
    q delibera la costituzione di sezioni, associazioni, società ed altri organismi e decide su eventuali controversie relative ai diversi regolamenti sulla loro compatibilità con i principi ispiratori dello Statuto;
    q decide l’ammontare delle quote associative annuali su proposta del Consiglio Direttivo;
    q decide sulle eventuali irregolarità riscontrate dal Collegio dei Sindaci Revisori;
    q esamina i ricorsi presentati dai soci avverso le decisioni del Consiglio Direttivo;
    q approva le modifiche allo Statuto;
    q Approva lo scioglimento dell’associazione.
  3. d) L’Assemblea (sia ordinaria che straordinaria) è regolarmente costituita con la presenza di metà più uno dei soci.
  4. e) In seconda convocazione, l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza assoluta dei soci presenti.
  5. f) La seconda convocazione dell’Assemblea può avere luogo 24 ore dopo la prima.
  6. g) L’Assemblea è convocata dal Presidente almeno una volta all’anno; può esserne altresì convocata su richiesta di almeno 1/10 della base sociale o su richiesta unanime del Collegio Sindacale. In questo caso l’Assemblea dovrà essere convocata entro 30 giorni dalla data in cui viene richiesta.
  7. h) L’annuncio della convocazione dovrà essere comunicato ai soci almeno 10 giorni prima mediante avviso affisso nella bacheca della sede sociale e unità staccate, specificando la data, l’ora e la sede della riunione, nonché l’ordine del giorno in discussione.
  8. i) L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente.
  9. j) Le deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro dei verbali con pagine numerate.
  10. k) Le votazioni, dirette e personali, possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto, qualora ne faccia richiesta un terzo dei presenti.
  11. l) L’Assemblea per il rinnovo degli organi del Circolo:
    q stabilisce il numero dei membri del Consiglio Direttivo composto di norma da un minimo di 5 ad un massimo di 21, sulla base dell’entità numerica del corpo sociale, del Collegio dei Sindaci Revisori (da 3 a 5 effettivi e da 2 a 3 supplenti).
    q elegge il comitato elettorale per adempiere a tutte le operazioni inerenti il voto;
    q approva il regolamento per lo svolgimento delle elezioni.
  12. m) Le elezioni si svolgono a scrutinio segreto con modalità che favoriscono la partecipazione all’intero corpo sociale.
  13. n) Il Presidente del Comitato Elettorale comunica agli eletti i risultati delle elezioni e convoca entro 15 giorni il Consiglio Direttivo per la distribuzione delle cariche.
  14. o) La prima riunione del Consiglio Direttivo è presieduta dal Consigliere che ha ricevuto il maggior numero di suffragi; in mancanza di questi dal secondo e così via.
  15. p) Fino alla distribuzione delle cariche resta in carica il Consiglio Direttivo uscente per l’ordinaria amministrazione.

ART. 7 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO
a) Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, uno o più Vice Presidenti, il Segretario e l’Amministratore.

  1. b) Il Consiglio Direttivo, inoltre, fissa la responsabilità dei Consiglieri in ordine alle attività svolte dal Circolo per il conseguimento dei propri fini.
  2. c) A secondo delle dimensioni del consiglio Direttivo è possibile la costituzione di un Comitato Esecutivo composta dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario e dall’Amministratore ed eventuali altri membri.
  3. d) Il Consiglio Direttivo, per compiti operativi nelle sezioni, nelle associazioni, nei gruppi di interesse e negli altri suoi organismi può avvalersi dell’attività volontaria anche di soci in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi.
  4. e) Il Consiglio Direttivo può avvalersi di commissioni di lavoro da esso nominate.
  5. f) Il Consiglio Direttivo dura in carica, di norma, tre anni. Ove venisse a mancare per qualsiasi motivo, un membro del Consiglio Direttivo, gli subentra il primo dei non eletti.
  6. g) Il Consigliere che, salvo giustificate cause di forza maggiore non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio Direttivo viene dichiarato decaduto.
  7. h) Qualora per dimissioni o altro venissero a mancare alcuni membri del Consiglio Direttivo essi verranno sostituiti dai primi dei non eletti, o in mancanza da elezioni parziali. Nel caso che tale membri costituissero la metà del Consiglio Direttivo, questi si intende decaduto.
  8. i) Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno una volta al mese, può inoltre essere convocato su richiesta di almeno 1/10 dei suoi membri o su richiesta unanime del Consiglio dei Sindaci Revisori.
  9. j) Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute da un Presidente nominato dal Consiglio Direttivo.
  10. k) Il Consiglio Direttivo:
    q formula i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto e li sottopone all’Assemblea;
    q attua le deliberazioni dell’assemblea;
    q propone all’Assemblea il regolamento di applicazione dello Statuto;
    q definisce i regolamenti delle sezioni, delle associazioni, dei gruppi o degli altri organismi in cui si articola il Circolo secondo le indicazioni dell’assemblea;
    q propone all’assemblea l’ammontare delle quote associative annuali, decide sull’ammontare delle quote suppletive per particolari attività su proposta della sezione interessata;
    q assume i provvedimenti relativi ai soci (dimissioni, sospensione, esclusione etc..);
    q decide le forme e le modalità di partecipazione del Circolo alle attività organizzate nell’ambito territoriale e la partecipazione alle proprie attività delle forze sociali e dei singoli cittadini.
  11. l) Il Consiglio Direttivo è tenuto a verbalizzare tutte le proprie decisioni su apposito libro con pagine numerate.

ART. 8 – IL PRESIDENTE
a) Il Presidente:
q rappresenta il Circolo nei rapporti esterni, personalmente o a mezzo di suoi delegati;
q convoca il Consiglio Direttivo;
q cura l’attuazione delle deliberazioni del consiglio direttivo;
q stipula gli atti inerenti l’attività del Circolo;

  1. b) Il presidente nomina un Vice Presidente, il quale in caso di impedimento o di prolungata assenza del Presidente, lo sostituisce nei suoi compiti.
  2. c) Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo Presidente, entro 20 giorni dalla elezione di questi.
  3. d) Tali consegne devono risultare da apposito processo verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo alla prima riunione.

ART. 9 – IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
a) Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di membri effettivi e supplenti.

  1. b) Il numero dei membri è composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque per i Sindaci effettivi e da 2 a 3 per i Sindaci supplenti.
  2. c) Il Collegio dei Revisori dei Conti ha il compito di verificare periodicamente la contabilità, la cassa e l’inventario dei beni mobili ed immobili, di esaminare e di controllare il conto consuntivo, di redigere una relazione di presentazione dei bilanci all’Assemblea, di controllare la corretta applicazione delle leggi e dei deliberati.
  3. d) Per la sostituzione dei membri del Collegio Sindacale valgono le stesse modalità inerenti il Consiglio Direttivo.
  4. e) Le riunioni collegiali così come le verifiche, debbono essere verbalizzate e trascritte nel libro dei verbali dei Sindaci che deve essere custodito a cura del Collegio stesso.
  5. f) Il Collegio dei Sindaci convoca il Consiglio Direttivo su questioni di sua competenza.

ART. 10 DIMISSIONI
a) I soci possono dare le dimissioni dal Circolo secondo le modalità previste dal regolamento.

  1. b) Le dimissioni da organismi, incarichi e funzioni debbono essere espresse per iscritto al Consiglio Direttivo, il quale, prima di ratificarle, ha facoltà di discutere e di chiedere eventuali chiarimenti.
  2. c) In caso di dimissioni dal Consiglio Direttivo subito dopo la ratifica da parte dell’organo stesso spetta al Presidente del Circolo dare comunicazione al subentrante (o ai subentranti) delle variazioni avvenute.
  3. d) Le dimissioni da membro del Collegio dei Sindaci Revisori debbono essere inviate al Collegio stesso. Spetta al Presidente del Collegio dei Sindaci, subito dopo la ratifica dare comunicazione al subentrante (o ai subentranti) ed al Consiglio delle variazioni avvenute.

ART. 11 – GRATUITA’ DEGLI INCARICHI
a) Le funzioni di membri del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale, e degli organi delle sezioni, delle associazioni, società e gruppi o agli incarichi svolti dai soci o gli incarichi svolti dai cittadini che prestano attività volontaria, sono completamente gratuite. Eventuali rimborsi spese, dovranno essere concordati e definiti specificamente e con il Consiglio Direttivo ed iscritti nel bilancio del Circolo.

  1. b) Tutte le prestazioni fornite dagli aderenti sono volontarie, libere e gratuite.

ART. 12 – PATRIMONIO
L’associazione dispone di un fondo comune, costituito dai beni mobili ed immobili che perverranno all’associazione a qualsiasi titolo, nonché da donazioni,eredità e lasciti espressamente destinati all’incremento del patrimonio medesimo. Il patrimonio deve essere amministrato osservando criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore ed ottenere una recettività, adeguata.

  1. a) Il patrimonio sociale del Circolo è costituito da entrate all’Associazione per il proseguimento finalità istituzionali, l’Associazione dispone delle seguenti entrate:
    q quote e contributi degli associati;
    q contributi aziendali definiti contrattualmente tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e quelle datoriali;
    q eventuali versamenti dei dipendenti, degli ex dipendenti, dei loro famigliari e di tutti coloro che fruiscono delle iniziative del Circolo;
    q eventuali contributi pubblici;
    q proventi delle manifestazioni e delle gestioni del Circolo;
  2. b) donazioni, lasciti testamentari, elargizioni speciali, sia di persone che di enti pubblici o privati, concessi senza condizioni che limitino l’autonomia del Circolo;
  3. c) beni mobili ed immobili di proprietà del Circolo;
  4. d) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  5. e) erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  6. f) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
  7. g) altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

ART. 13 – ESERCIZI SOCIALI
a) Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno.

  1. b) Alla fine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il Bilancio che deve essere presentato all’approvazione della Assemblea entro il 30 aprile successivo.
  2. c) E’ vietata la distribuzione, anche indiretta, di utili o di avanzi di gestione, di fondi e riserve durante la vita del Circolo a meno che la destinazione o distribuzione non sia imposta per legge.
  3. d) Eventuali avanzi di gestione debbono essere reinvestiti a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

ART. 14 – MATERIA CONTRATTUALE
Per eventuali richieste di carattere contrattuale, il Consiglio Direttivo propone al sindacato aziendale una piattaforma esplicativa delle esigenze del circolo.

ART. 15 – MODIFICHE STATUTARIE
a) Il presente statuto può essere modificato con decisione dell’Assemblea.

  1. b) Le eventuali modifiche al presente Statuto potranno essere deliberate in prima convocazione con voto favorevole di almeno 2/3 dei soci e, in seconda convocazione con voto favorevole della maggioranza dei soci presenti.

ART. 16 – SCIOGLIMENTO DEL CIRCOLO
Lo scioglimento dell’associazione proposta dal Consiglio Direttivo e deliberato dall’assemblea degli associati,si applicano le norme sulle liquidazioni previste dagli art.11 e seguiti dalle disposizioni dell’attuale Codice Civile.
Il patrimonio che residua dopo la liquidazione sarà devoluto, sentita l’agenzia istituita con DPCM del 26 Settembre 2000, a fini di pubblica utilità.
In ogni caso i beni dell’associazione non possono essere devoluti agli associati,agli amministratori e dipendenti della stessa.

ART. 17
Per tutto quanto contenuto nel presente statuto, si applicano, in quando possibile, le disposizioni legislative vigenti.
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Rimini ____________________________________